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Il Comitato Centrale analizza la sconfitta alle amministrative del 6-7 maggio: un calo di 5 punti percentuali. Si conferma la linea del Congresso e in conclusione è approvata con 187 voti a favore 91 contrari e 2 astensioni, la proposta della segreteria di indire un nuovo Congresso Costituente del nuovo soggetto politico.
«l’Unità», 14 maggio 1990 [p.6 ] F. R. (Fabrizio Rondolino), Cossutta torna a chiedere le dimissioni della segreteria. Asor Rosa propone “una pausa di riflessione”. Comunisti, un difficile Comitato centrale
«l’Unità», 15 maggio 1990 [p.1-p.6] p.1- Fabrizio Rondolino, Bruno Ugolini, Oggi si riunisce il Comitato centrale per esaminare la sconfìtta elettorale. Il PCI decide come reagire al 6 maggio. Trentin “Troppe battaglie mancate”; p.6- Bruno Ugolini, Intervista al segretario della CGIL. Per fare i conti con Cobas e Leghe occorre una sinistra di progetto come alternativa ai corporativismi. Non avrebbe consenso un impegno per le riforme istituzionali che non ponesse al centro i diritti. Burocraticismo dei gruppi dirigenti. Quelle battaglie che abbiamo mancato. Trentin: “Le vecchie parolechiave non servono più” [ intervista a Bruno Trentin ]; Fabrizio Rondolino, Botteghe Oscure, all'esame il voto e la Costituente. Al Comitato centrale Occhetto oggi spiega come rilanciare la svolta dopo il 6 maggio. Dal “No” la richiesta di una “correzione di linea”
«l’Unità», 16 maggio 1990 [p.1-p.3] p.1- Alberto Leiss, Fabrizio Rondolino, La relazione al Comitato centrale. Angius vede novità, più critico l'intervento di Magri. Occhetto: “La strategia è la Costituente. Gli errori possiamo correggerli insieme”; p.3- Fabrizio Rondolino, Occhetto propone una riflessione in spirito unitario. La svolta come risposta a una crisi che non nasce oggi. Non serve un confronto per linee inteme ma dare forza all'iniziativa contro lo stato di cose esìstente. “ Cambiamo, ma dentro là costituente”. Opposizione sociale e riforma del sistema politico; Pietro Spataro, Angius: “Ci sono novità, serve uno sforzo comune”; Alberto Leiss, L'avvio del dibattito. Parlano Giovanni Berlinguer, Folena, Burlando e Ranieri. Tocca a Magri la prima replica: “Va corretta la svolta del camper...”
«l’Unità», 16 maggio 1990 [pp.10-12] pp.10-11- La relazione di Occhetto al Comitato centrale; p.11- Commemorati Luigi Nono e Eugenio Peggio; p.12- Il dibattito sulla relazione di Occhetto
«l’Unità», 17 maggio 1990 [p.1-p.3] p.1- Alberto Leiss, Pietro Spataro, Ingrao: “Occhetto, così non va”. Ma tutto il Sì difende la svolta; p.3- Alberto Leiss, Parla Ingrao: “Occhetto dimentica i protagonisti sociali e la ristrutturazione capitalista. Ora autocritica e correzione. La svolta ci ha fatto regredire Riforme? Servono proposte coerenti. Irrilevanti e patetici i pianti sul centralismo democratico...”. “Tra noi c'è un dissenso di analisi e di cultura”; Pietro Spataro, Da Reichlin a Bassolino, da Lama a Petruccioli, da Veltroni a Fassino, da Cazzaniga a Cossutta un dibattito più articolato. “È ora che ognuno ricominci a parlare a suo nome...”; F.R. (Fabrizio Rondolino, Dalla minoranza l'idea di evitare un voto
«l’Unità», 17 maggio 1990 [pp.17-20] Gli interventi sulla relazione di Occhetto
«l’Unità», 18 maggio 1990 [p.1-p.3] p.1-Alberto Leiss, Fabrizio Rondolino, La relazione di Occhetto raccoglie 187 sì, 91 no e due astenuti. “Diamo corso alle decisioni: Costituente”; p.3- Fabrizio Rondolino, “Il partito non può vivere in permanente discussione congressuale e la cosa peggiore è non avere fermezza di direzione. Il Psi? Niente rissa a sinistra, chiarezza sui punti programmatici. A Ingrao dico: non agitiamo solo parole o vecchi riti”. “Un dovere realizzare le decisioni” Occhetto: il momento è grave, insieme la Costituente; L’ordine del giorno. “Comitati per la Costituente in tutta Italia; L’ordine del giorno. Comitati per la Costituente in tutta Italia; Alberto Leiss, Il sì di Pajetta. E Natta accusa: “Volete una Seconda Repubblica”. Il No: “Dissenso senza steccati”. D'Alema: “Ma ora impegno comune”; Pietro Spataro, Tortorella: “Tocca al partito stabilire contenuti ed esito della costituente” Parlano Bufalini, Mussi, Turco, Trentin. E Napolitano dice... “Perché non possiamo restare nel limbo”
«l’Unità», 18 maggio 1990 [pp.13-16] pp.13-16- Il dibattito sulla relazione di Occhetto; p.16- Le conclusioni di Occhetto al Comitato centrale
«Avanti!», 15 maggio 1990 [p.3] Ruggero Poletti, Aspro confronto tra Sì e No oggi al Comitato centrale. PCI in cerca di approdo; Mino Lorusso, I comunisti alle prese con i problemi irrisolti; R.P. (Ruggero Poletti), Riforme per dare vitalità al sistema
«Avanti!», 16 maggio 1990 [p.1-p.6] p.1- La relazione del segretario del PCI al Comitato centrale. Occhetto si pone sulla difensiva; p. 6- Danilo Ghillani, Costituente subito ma con correzioni, propone il Segretario comunista al CC del Partito. Occhetto non sbarra le porte al “No”. C'è chi lo paragona addirittura a un congresso. Certo questo primo Comitato Centrale comunista del dopo elezioni assume un'importanza notevole. Nella sua relazione Occhetto, pur ribadendo che indietro non si torna, che la Costituente per la nuova formazione polìtica si terrà al più presto, smorza i toni della polemica nei confronti del fronte del “no”. I berlingueriani sembrano raccogliere l’invito del segretario. Su posizioni più dure gli ex Pdup. Oggi l’atteso intervento di Ingrao; Marco Cavallini, Una vecchia filippica di stampo pannelliano [polemica con l’articolo di Flores d’Arcais apparso du “Repubblica” del giorno prima]
«Avanti!», 17 maggio 1990 [p.1-p.5] p.1- Il dibattito al CC comunista. Inizia il processo alla linea di Occhetto; p.5 – Danilo Ghillani, Il leader del fronte del “No” respinge le aperture della segreteria. Angius paventa una «scissione silenziosa. Ingrao a Occhetto: “Dissenso profondo”. Il duro attocco di Pietro Ingrao alla segreterìa del Pei ha caratterizzato la seconda giornata del Comitato centrale del PCI che dovrebbe concludersi oggi. L'anziano leader del fronte dell’opposizione esprime il suo profondo dissenso dalla linea politica dell'attuale gruppo dirigente e “obbliga” in pratica l'intero fronte del “No” a votare contro nel caso si metta ai voti un documento della maggioranza
«Avanti!», 18 maggio 1990 [p.1-p.3] p.1- Il voto sulla relazione di Occhetto sancisce la divisione. Spaccatura nel PCI; p.3- Danilo Ghillani, Concluso il CC comunista dopo un aspro confronto. Nel PCI resta la divisione
«La Stampa», 15 maggio 1990 [ p.2] Alberto Rapisarda, S’annuncia battaglia aperta al Comitato centrale per una “correzione di rotta”. Il PCI riapre subito il Congresso. Con Ingrao il “No” va all’attacco di Occhetto
«La Stampa», 16 maggio 1990 [ p.2] Alberto Rapisarda, Al Comitato centrale del PCI: “La difficoltà è nelle cose, non in qualcuno di noi”. Occhetto chiede una tregua al No. L’opposizione: ma ci vuole una correzione di rotta
«La Stampa», 17 maggio 1990 [ p.1] Alberto Rapisarda, Il Comitato centrale si chiude oggi con il partito spaccato. PCI, rischio scissione. Ingrao rifiuta la tregua di Occhetto
«La Stampa», 18 maggio 1990 [ p.2] Alberto Rapisarda, Al Comitato centrale comunista, il “No” vota contro il segretario: 187 sì, 90 voti contrari, 2 astenuti. Occhetto a Ingrao: vado avanti con il 67%. “Ho la maggioranza e rispetterò le decisioni del Congresso”
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Alla scuola sindacale di Ariccia si svolge l’Assemblea della Seconda Mozione. La minoranza si dichiara favorevole ad un lavoro comune nel rispetto dei deliberati del XVIII Congresso. Una novità che desta dubbi nell’area migliorista che teme uno strumentale rimescolamento degli schieramenti interni.
«l’Unità», 9 giugno 1990 [p.5] Si apre oggi ad Ariccia l'Assemblea nazionale della Seconda mozione. “Siamo un'area, non una corrente”. Si apre questa mattina alle 9,30 - nella scuola CGIL di Ariccia - l'Assemblea nazionale di due giorni convocata dalla minoranza del PCI. Dirigenti e militanti che al Congresso si sono riconosciuti nella mozione Natta-Ingrao-Tortorella affronteranno i temi della fase costituente. Angius: “Una riunione aperta di un'area politica e culturale, non di una corrente rigidamente organizzata”.
«l’Unità», 10 giugno 1990 [p. 7] Alberto Leiss, Il confronto sul futuro del PCI. Chiarante apre ad Ariccia l’assemblea della Mozione Due “ Gli sbocchi non sono già decisi e neppure il nome …”. La scissione ? “ Prospettiva che respingiamo nettamente”. Interventi di Angius, Bertinotti, Bassolino e Cossutta. “ Così staremo dentro la Costituente”. Per il No deve contare l’” identità di comunisti democratici”. Una platea di 700 persone segue da ieri ad Ariccia l'assemblea della minoranza del PCI. Angius e Chiarante denunciano una “campagna” per provocare una scissione nel partito: “Oltre i sì e i no, ma sulla base di quale discussione?” . Presente una delegazione di DP . Applausi per Pintor, Parlato e Rina Gagliardi del “ Manifesto”. L’intervento di Bassolino: “Sul programma possibili nuove intese e schieramenti”. Oggi interventi di Tortorella, Ingrao , D’Alema ; A.L. ( Alberto Leiss), Natta: “Non mi ritiro, mi batterò contro l’azzardo del segretario” . “Vi devo delle scuse e un chiarimento...”, Alessandro Natta fatica a prendere la parola tra gli applausi della sala di Ariccia. E quando finisce, l'assemblea scatta in piedi tributandogli l'ovazione più lunga. Sarò con voi “fino al termine della mia giornata” dice smentendo di voler lasciare la politica attiva. E pronuncia una requisitoria sferzante contro l’ “azzardo” di Occhetto, che ha portato “ il partito a una stretta” ; Stefano Di Michele, Occhetto: “Presto la data del Congresso ». “ Valutato anche questo convegno a giorni proporrò tempi e modi delle prossime assise” . Accolto alla presidenza ha detto: “C'è un clima da compagni...”
«l’Unità», 11 giugno 1990 [pp.1-3] p.1-p. 3 - Alberto Leiss, Confronto aperto , con Ingrao e D’Alema , all’Assemblea della mozione 2 ad Ariccia . Nel PCI toma il vento del dialogo. L a minoranza: “Noi non ci arroccheremo” ; p.2- Alberto Asor Rosa, Revisionismo comunista senza subalternità. Questo abbiamo detto ad Ariccia; Antonio Bassolino, Qualcosa si è mosso ; p.3 - Corrente o no per ora nasce un coordinamento ; Stefano Di Michele, “Basta con le mozioni la maggioranza può cambiare” ; Fabio Inwinkl , La Terza mozione in Assemblea all’Eliseo dice no alla scissione ma contesta Occhetto. Accuse alla maggioranza di non aver prodotto un progetto politico per mancanza di unità interna. Cossutta: “Difenderemo la nostra identità”
«Avanti!», 9 giugno1990 [p.5] Oggi e domani i Convegni dell'opposizione interna . PCI, si mobilita il “No”
«Avanti!», 10/11 giugno1990 [p.5] Francesco Chyurlia, All'Assemblea nazionale dei «No» che si è aperta ieri ad Ariccia. Occhetto respinge l’Unità socialista. Dopo aver sentito la relazione di Chiarante pronunciata ieri ad Ariccia dove si svolge l’Assemblea nazionale dei «no», Occhetto ha scambiato alcune battute con i giornalisti, affermando di accogliere con piacere il fatto che “si elogi la linea uscita dal Congresso di Bologna”. Occhetto ha quindi aggiunto “di non vedere perché ci dovrebbero essere discriminazioni a causa degli elogi che vengono da Craxi. Va chiarito con nettezza che la nostra proposta politica è totalmente diversa da quella dell’Unità socialista, perché se noi avessimo sentito l'esigenza di muoverci su quella linea, avremmo scelto un altro itinerario, quello della ricerca programmatica comune in visto di una fusione”. Nello prima giornata del mini-Congresso del fronte dei «No», Giuseppe Chiarante con una relazione di 19 pagine ha delineato ì punti cardine della linea degli oppositori della svolta occhettiana, sostenendo inoltre di non voler creare insanabili scissioni; Valter Vecellio, Il tifo dilaga, la “Cosa” è confusa
«Avanti!», 10/11 giugno1990 [p.3] Ruggero Puletti, I patteggiamenti soffocano il PCI
«Avanti!», 12 giugno1990 [pp.1-3] p.1- I rischi che corre il PCI; p.2- Francesco Chyurlia, Dall'assemblea di Arkda è nato il «coordinamento» del fronte del “No”. Aut aut di Ingrao alla segreteria; La parola a Diego Novelli, sulla scelta di Arìccia. Lo scisma è da evitare ; Botta e risposta con il migliorista Umberto Ranieri. La maggioranza faccia chiarezza; p.3- Per Massimo Salvadori i confini tra “Sì” e “No” sono sempre meno chiari. Polemiche contro il PSI per bloccare il nuovo; All'esame del prof. Veca l'impasse di Botteghe Oscure . Ancora troppi ostacoli, il rinnovamento è arduo; Il giudizio di Giacomo Marramao sulla patologia da “ismi”. Con le astrazioni non si fa politica
«La Stampa», 12 giugno 1990 [p. 2] Alberto Rapisarda, Ad Ariccia Ingrao ha usato toni misurati ben lontani dalla requisitoria di Natta. Occhetto alla ricerca di un Grande centro. Prime crepe nel fronte del No, possibili nuove alleanze
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A Arco in provincia di Trento si riuniscono i rappresentanti della Seconda e della Terza mozione per discutere sulle prospettive e sulla conduzione della battaglia congressuale. Svolge la relazione introduttiva Lucio Magri. Conclude i lavori Pietro Ingrao: netto il suo rifiuto ad ogni ipotesi di scissione. Restano le perplessità dei rappresentanti della Terza mozione.
«l’Unità», 29 settembre 1990 [p.1-p.4] p.1-Fabrizio Rondolino, PCI, no a consulto. «Né scissione né minicompromessi; p.4-Fabrizio Rondolino, Ad Arco la minoranza comunista si prepara alla battaglia congressuale. «Non vogliamo un atto di separazione ma nemmeno i compromessi mediocri».«La svolta è stata un trauma ma non si può tornare indietro serve una rifondazione». La nascita di un grande centro nel partito? ». «Ci vedo solo petizioni di principio... .». “La rottura, una sconfitta per tutti». Al Convegno del no Magri respinge la scissione nel PCI; Raffaele Capitani, Il dibattito sull'identità. Angius: «Non ho l'obbligo di iscrivermi a un partito che non so cosa sarà»; Sergio Criscuoli, Un'agenzia anticipa il nuovo simbolo (una quercia , ma non solo) e il nome (Sinistra democratica, con «sottotitolo»). Veltroni:«Illazioni destituite di fondamento, si vuol creare confusione». Riserbo in attesa che si pronunci Occhetto. Resterà il termine comunista? Smentito; Marco Sappino, Natta attacca: «Non toccate quel nome Non ne troverete uno più bello»; Il commento di Pellicani «Riconosciuta l'esigenza della svolta di novembre »
«l’Unità», 30 settembre 1990 [p.1-pp.3-4] p.1-Fabrizio Rondolino, Al Convegno della minoranza PCI, il leader toglie ogni alibi all'ipotesi di una scissione. Sconcerto nella platea che si è divisa nel giudizio. Natta: «È un metafisico». Scossa di Ingrao al no. «Lottiamo, ma nel nuovo partito»; p.3- Fabrizio Rondolino, Il leader comunista mette in subbuglio il Convegno di Arco. «Non vedo le basi per una nuova maggioranza interna». «Il nome? Non è solo una tradizione , deve vivere nei fatti».Commenti critici di Natta, Castellina, Libertini e Salvato. «Insieme, nel nuovo partito» Ingrao ammonisce il no. Ed è subito polemica; Raffaele Capitani, Minucci: «Al Congresso dialettica più libera»; Marco Sappino, «Uniti conquisteremo la maggioranza» ma la mossa di Cossutta non trova spazio; Fernanda Alvaro, Ultima serata con la FGCI, tra passato e futuro; p.4-Il segretario si pronuncia sulle ipotesi circolate finora : «Vedo con piacere che nessuna è corrispondente ». “Vorrei rassicurate tutti - aggiunge - non sono incerto ma determinato a procedere nel modo più democratico». Occhetto : «Ho già un'idea sul nome e sul simbolo...»; Carlo Fiorini-Cristiana Paternò, I pubblicitari bocciano la Quercia. E qualcuno ripropone la falce e martello
«l’Unità», 1 ottobre 1990 [p.1-p.7] p.1-Piero Sansonetti, Quel discorso di Ingrao al «no» e al «sì»; p.7- Fabrizio Rondolino, La «svolta di Arco» avvicina il confronto tra minoranza e maggioranza. Il presidente del Cc: «Ora la nostra area è più consapevole delle nostre ragioni». Chiarante: Abbiamo tutti la responsabilità di evitare una rottura del partito».Una commissione preparerà la mozione dei «comunisti democratici». Tortorella al sì: «Ora tocca a voi»; Occhetto alla festa della FGCI: «Combattiamo i pericoli di guerra»; Raffaele Capitani, Una domanda resta nell’aria: «Quale battaglia da qui al Congresso?»; Libertini: «Perché ho detto "profeta disarmato"»; Sandro Morelli (mozione due): «Subito simbolo e nome nuovi»; Marco Sappino,La scossa di Ingrao porta a galla le diverse «anime» del no
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La “Cosa” ha un nome : Partito democratico della sinistra ( PDS)
Achille Occhetto presenta la «Dichiarazione di intenti», il nome e il simbolo del nuovo partito. Una riunione drammatica. Netto il dissenso della minoranza. Divisioni interne alla stessa maggioranza. Critici Napolitano e Bassolino. Si arriva ad evocare l’ipotesi, poi respinta, di un referendum sul nome e sul simbolo. Antonio Bassolino, pur condividendo la scelta del nome, annuncia la presentazione di una propria mozione.
«l’Unità», 11 ottobre 1990 [pp. 8-9] La dichiarazione di intenti di Occhetto [ testo]
«l’Unità», 11 ottobre 1990 [p.1-pp.3-6] p.1-Fabrizio Rondolino, Occhetto presenta alla Direzione una dichiarazione di intenti che definisce il profilo politico e ideale del nuovo partito. Si chiamerà Partito democratico della sinistra e per simbolo avrà un albero verde. Primi apprezzamenti. Si ricomincia da sinistra. L’Italia «rossa» cambia nome e sfida la destra; Editoriale, Renzo Foa, E che sia un albero forte; p.3- Fabrizio Rondolino, Il segretario del PCI in Direzione: «Vogliamo essere una forza del lavoro che nasce non da una sconfitta ma come conseguenza di un atto fecondo». «Un partito così non c'è stato mai». Occhetto presenta il PDS: «Ci battiamo per l’alternativa»; Giorgio Frasca Polara, Assedio di giornalisti e fotografi alla presentazione. «Può crescere l'albero della sinistra»; Stefano Di Michele,La tranquilla giornata storica del segretario del PCI; p.4-Bruno Ugolini, La minoranza non apprezza Chiarante:«Dovranno dire la loro tutti i compagni...» Primo vertice in serata. Il no boccia Occhetto «Subito la nostra proposta»; Marco Sappino, Tra i segretari di sezione a Roma guardando il simbolo in diretta TV; p.5- Pasquale Cascella, Intervista ad Andreotti: «Sarebbe stato meglio omettere l'aggettivo democratico».«Forse, ora, i forni sono più di due». Non ci sono ombre sul nome DC? «Passano». «Facciamo crescere il neonato, poi …»; Alceste Santini, Gli auguri di Casaroli «Il frutto di un travaglio può dare risultati solidi»; Alberto Leiss, Il PSI nervoso lancia accuse di doppiezza. Di Donato: «Ma noi cerchiamo l’unità»; Stefano Righi Riva, La Malfa: «Bravo Occhetto, Craxi s'arrabbi pure». Il segretario repubblicano: «Un nome simpatico, molti auguri». Per De Mita le nuove parole indicano un'aspirazione giusta. Mattioli apprezza. Bossi no; De Benedetti:«Una scelta coraggiosa Ora i fatti»; Da Nobili e Viezzoli giudizi favorevoli; p.6-Alberto Crespi, Parla Giorgio Grossi uno dei consulenti che ha lavorato alle Botteghe Oscure «Così il nuovo non rinnega il vecchio». Al via una strategia di divulgazione. «L'albero, un segno di forza». L'esperto spiega come è nato il simbolo; L'origine della falce e martello e il suo destino dopo la scissione. Quando Psi e Pd non litigarono sulle insegne; Onide Donati, Gli undici mesi che cambiarono la storia del PCI; Walter Dondi, Alla Bolognina: «Ci apriamo a un mondo nuovo». Un anno dopo tra i partigiani a cui Occhetto annunciò la svolta «Siamo soddisfatti, non perdiamo le nostre radici migliori...». Anche un socialista apprezza
«l’Unità», 12 ottobre 1990 [pp.1-6] p.1- Fabrizio Rondolino, La Direzione del PCI ha iniziato il dibattito su nome, simbolo e dichiarazione di Occhetto. Radicale dissenso della minoranza. Opposte riserve di Napolitano e Bassolino. PDS lodi e critiche. Il «no» duro, distinzioni nel «sì»; Editoriale, Nicola Tranfaglia, Le ambizioni del nuovo partito della sinistra; p.2-Gianfranco Pasquino, Nome-programma; Giancarlo Angeloni, Paolo Flores d'Arcais soddisfatto della proposta di Occhetto «Vedo un partito liberal e riformista».Bravi né comunisti né socialista [intervista]; Giovanni Bianchi, Ecco il primo abbozzo di una nuova grammatica oltre i miti della sinistra; Gian Mario Cazzaniga, Avverto aria di cultura craxiana; Renato Nicolini, Un albero forte, un albero della libertà; p.3- Fabrizio Rondolino, La maggioranza di Bologna diversificata nel giudizio della proposta di Occhetto. Tre mozioni del sì al prossimo Congresso? Duro il no, sostegno di D'Alema e Turco. Il no attacca, Napolitano e Bassolino critici; Paolo Baroni, Forlani freddo. Bettazzi apprezza, «deluso» il PLI; Alberto Leiss, Ingrao: «Così si favorisce la scissione». Ma la minoranza è prudente sul che fare; Stefano Di Michele, I miglioristi «Sul nome riflettiamo ancora». Napolitano, Lama. Macaluso, Turci e Borghini condividono il simbolo ma criticano il nuovo nome «Mancano il socialismo e l'Europa c'è tempo per discuterne ancora»; Occhetto al GR1: «Speriamo finisca l’anticomunismo»; p.4- Stefano Bocconetti, Il numero due della CGIL non è convinto dal simbolo e dalla dichiarazione d'intenti: «Troppo verde, poco rosso, pochi lavoratori ma il mio interesse per la svolta resta vivo». Del Turco deluso. «Ma nella sinistra ci credo»[intervista]; Paolo Branca, Craxi per ora tace. «Ho già criticato e preso insulti»; Pasquale Cascella, «Coraggioso superare le diverse tradizioni di matrice marxista, ma Occhetto ne ha valutato le conseguenze?».La Malfa: « È ambizioso un partito democratico …» [intervista]; La FGCI approva la sua svolta. Nascerà una «rete» della sinistra giovanile; Vincenzo Vasile, Il deputato «verde arcobaleno» apprezza e propone come approdo un «partito democratico» senza altri aggettivi. Rutelli: «La direzione scelta è quella giusta» [intervista] p.5- Bruno Miserendino, Più consensi che dissensi al nuovo simbolo. Non piace la parola «partito». «Meno reazioni di un anno fa».«L'albero sì, ma il nome...». Al telefono il primo esame; Dario Venegoni, Gli industriali prudenti «Staremo a vedere»; Pier Giorgio Betti, «Forse così il partito avrà più seguito». Un caposquadra: «Un'idea molto buona». Il PDS si presenta ai cancelli FIAT. Interesse e dubbi fra le tute blu; Fabio Inwinkl, Alla Camera la presidente Nilde lotti commemora Gian Carlo Pajetta. Rose sul banco del deputato Nullo; p.6-Bruno Ugolini, Le reazioni alla proposta di Occhetto.Sfoghi e no alla scissione all'Alfa Sud. Convinzione all’Italsider e tra i club. De Martino: «Purtroppo la sinistra è divisa». L'entusiasmo e il dissenso di Napoli; Alessandro Alvisi, Bologna. Consenso in molti ambienti, il no rigido. «Apre in modo deciso una finestra sul futuro»; Angelo Faccinetto, Milano. Fabbrica e sezioni pensano al programma Toni distesi all'Alfa. «Ben fatto, ora il resto»; Toscana. La minoranza: «Occhetto dimettiti»; Carlo Fiorini, Roma. La protesta di piccoli gruppi mentre si accende il confronto nelle sezioni. Il no non basta agli «irriducibili» e sbuca anche un ritratto di Stalin
«l’Unità», 12 ottobre 1990 [p.7] Il dibattito alla Direzione
«l’Unità», 13 ottobre 1990 [pp. 1-4] p.1- Alberto Leiss, Fabrizio Rondolino, Giornata di colpi di scena alla Direzione del Pei. Il sì firma un documento di fiducia. «Sono pronto ad appellarmi al partito». Poi tramonta (anche per il no) l'idea di un referendum. Occhetto la spunta drammatico scontro al vertice; Editoriale, Roberto Roversi, L’autostrada e la tartaruga; p.2- Giancarlo Bosetti, Intervista al filosofo Salvatore Veca. «Il simbolo mi piace e condivido la nuova linea. La sfida del futuro è la qualità della democrazia».L'idea di sinistra ci fa guardare lontano; Edoardo Sanguineti, Se era un sogno; Giuseppe Tamburrano, Non mi ha convinto. Ma a Occhetto riconosco leadership e coraggio; p.3-Fabrizio Rondolino, Drammatica giornata alla Direzione del PCI. Un documento ricompatta la maggioranza. Riuniti sì e no, bocciata la consultazione. Una commissione per fissare le regole. Il braccio di ferro a Botteghe Oscure. Occhetto chiede la fiducia:«E se volete i referendum …»; Alberto Leiss, I 27 del sì: «Lealtà al segretario». E subito si apre una polemica; «Il nostro patrimonio non è di un’oligarchia»[discorso di Occhetto il 12 mattina]; p.4- Stefano Di Michele, La minoranza disorientata accusa Occhetto di voler impedire la discussione. Cossutta: «Se c'è il quorum...».L'alt del no al referendum. «Sarebbe stato un plebiscito»; Giovanni Rossi, Severe dichiarazioni del segretario di Bologna e pressanti appelli dalle federazioni emiliane e toscane e da Pavia. «Compagni della Direzione, basta con le liti»; Paolo Soldini, Le reazioni dei socialdemocratici tedeschi: «Ma è più importante la sostanza che il nome». L'interesse e le speranze della SPD. «Più facile collaborare nella sinistra»
«l’Unità», 13 ottobre 1990 [p.6] Il dibattito in Direzione
«l’Unità», 14 ottobre 1990 [pp.1-5] p.1- Fabrizio Rondolino, La riunione dei segretari regionali chiede una più forte unità nella maggioranza. Occhetto: «Ora si deve andare avanti». Per il no impossibile preambolo comune; p.2-Gianni Mattioli, Massimo Scalia, Il contributo di Occhetto alla ridefinizione della geografia politica è molto importante. Ai Verdi il compito di considerare i progetti e le speranze della'nuova organizzazione. Ora esiste uno spartiacque fra conservatori e progressisti; Alessandro Roveri, Dissento, ma sono contro la scissione; p.3-Fabrizio Rondolino, Il leader del Pei invita ad andare avanti. I segretari regionali: «Maggioranza più unita». Duro comunicato dei dirigenti del no: «Ora impossibile un preambolo unitario. Occhetto: «Non dobbiamo fermarci»; «Positivo l'esito della Direzione Si doveva decidere»[intervista alla ag. Dire di A. Occhetto]; I segretari regionali a Botteghe Oscure «Il partito è stanco di questi scontri»; Gianni Marsilli, Parla il presidente socialista dell'Assemblea nazionale francese. Fabius apprezza la scelta del PCI. «Seguiamo con attenzione...»; p.4- Marina Mastroluca, Preoccupazione nella capitale per gli «scontri esasperati».«Andiamo al Congresso ma in un clima di serenità».«La parola al partito». Roma vuole distensione; Appelli dall'Umbria «Niente lacerazioni recuperare serenità»; Jenner Meletti, In un documento unitario si criticano i toni duri del dibattito in Direzione. Assemblee a Reggio e a Bologna. A Modena à e no insieme: «Un clima troppo aspro»; Camagni:«Uscire dalla palude»; Pietro Folena: «Avanti con decisione»; Pier Giorgio Betti, Il comitato per la costituente appoggia la proposta di Occhetto: «Il lavoro è il tema centrale». Il sostegno di Mrafiori: «Bene il nome»; p.5- Alberto Leiss, L'esponente della segreteria del PCI rifiuta l’accusa di avere «tradito» la maggioranza: «I gruppi dirigenti non stringono patti di sangue... »Ci sarà una mozione separata? «Sul nome non faccio problemi ma è difficile che certe differenze non abbiano seguito congressuale». Bassolino: «Riproporrò le mie idee». «Un dibattito senza vincoli è il presupposto dell'unità» [intervista]; Stefano Di Michele, «La maggioranza c'è, ora si discuta sugli indirizzi. Occhetto ha sbagliato a drammatizzare». Macaluso: «Col sì, ma in un'area riformista»[intervista]; Paolo Branca, «Siamo pregiudiziali? Mi basterebbe che Occhetto riprendesse due punti del programma della Spd...». Angius: «Oligarchia? È una parola grave» [intervista]
«l’Unità», 14 ottobre 1990 [pp.6-7] pp.6-7- Gli ultimi interventi; p.7-Interventi scritti
«l’Unità», 15 ottobre 1990 [pp.1-2-pp.5-6] p.1-Giuseppe Caldarola, Le anticipazioni di un sondaggio Unità-Swg tra i delegati al 18° Congresso che sarà pubblicato sul tabloid di venerdì. Percentuali più alte tra i giovani (18-35 anni). I valori di riferimento: giustizia sociale e moralità pubblica. Vi piace il nome PDS ? Il 79,2% risponde sì; p.2-Giacomo Marramao, L'autocritica sul giudizio nei confronti della riformabilità dei regimi dell'Est L'affermazione della regola aurea costituita dal «principio di maggioranza». Quelle due importanti novità nella «dichiarazione di intenti»; Graziella Priulla, La politica dal buco della serratura; Emanuele Macaluso, Anche le proposte vanno discusse …; p.5-Alberto Leiss, Dure critiche a Occhetto. Si è parlato della possibilità di lasciare gli incarichi- D'Alema sullo scontro nel PCI. Mozione unica del no? Riserve nella minoranza; Angelo Faccinetto, La prima assemblea a Milano «Basta con le liti»; Bruno Ugolini, Due giorni di discussione unitaria sul programma per il Mezzogiorno. Ha partecipato anche Francesco De Martino. Napoli, sì e no chiedono un «congresso sereno»; La FGCI avvia il superamento. Al prossimo Congresso quattro organizzazioni; Pds, critico Pannella «Serve l'aiuto dei radicali». PSI: «Occasione mancata»; Zagladin sul PCI «L'importante è il ruolo nella società»; p.6-DP decide la rifondazione «Insieme all'area del no creiamo un nuovo partito anticapitalista e comunista»
«La Stampa», 11 ottobre 1990 [pp.1-4] p.1-Al PSI non piace, il fronte del No insiste : vogliamo la parola comunismo. Nasce il PDS, con falce e martello. Occhetto : le radici non si possono tagliare ; pp.1-2- Editoriale, Gianni Vattimo, Democrazia più che socialismo ; p.2- Alberto Rapisarda, L’annuncio in Direzione tra oppositori e perplessi. Occhetto battezza il PDS. “ Accoglieremo anche i cattolici” ; Andrea di Robilant, “ Non è serio essere demo-sinistro”. Duro il PSI: resta l’impronta leninista e sovietica ; p.3- Paolo Guzzanti, Le reazioni della base all’annuncio : nella sezione romana che fu del segretario scomparso. Il popolo di Berlinguer non si rassegna. “ Pidiesse a me? Ma chi lo sconosce, io sono comunista” ; Fabio Martini, Il No spiazzato dalla falce e martello. Ma Cossutta : il nuovo simbolo sembra proprio un garofano ; Pierluigi Battista, L’albero brucia davanti a Botteghe Oscure. Protestano gli autoconvocati, coro di elogi da Italia Radio ; p.4- Augusto Minzolini, Incoraggiante giudizio dal Vaticano : più solido ciò che viene da un travaglio. Casaroli : aspetto di vedere i frutti. E Andreotti : meglio lasciar da parte “ democratico”. “ La Cosa è neonata, difficile allearsi con i lattanti”; Francesco Cevasco, I miglioristi : “ È un’americanata”; Filippo Ceccarelli, Perché la quercia rivoluzionaria. Un richiamo al socialismo e agli ideali ecologici ; PDS flash [opinioni]
«La Stampa», 12 ottobre 1990 [pp.1-3] p.1- Anche dai sostenitori del segretario, tra gli altri Napolitano e Bassolino, arrivano critiche e dissensi. Il fronte del No tutto insieme contro l’albero. “ Dobbiamo restare ancora comunisti nel nome e nel simbolo” ; p.2- Alberto Rapisarda, Il dibattito in Direzione: dalla destra migliorista un inatteso attacco al “ centro occhettiano”. “ Caro Achille, non sono d’accordo”. Napolitano : bene il simbolo, il nome non convince ; Fabio Martini, Ingrao boccia Occhetto. Lo accusa di “ povertà culturale”. E domenica il vertice del No ; Augusto Minzolini, Craxi sul PDS : ma è tutto come prima. “ Si è solo camuffato, necessario un chiarimento elettorale” ; [Ansa], Forlani : È soltanto un disegnino ; [ Agi], Baget Bozzo : Hanno salvato capra e cavoli ; [ Ansa] , L’ “Avanti !“ : il socialismo non è in crisi ; [AdnKronos- Agi] , Trombadori : Non sarò mai demosinistro ; [Agi], Pannella: Nome nuovo. Cosa vecchia ; p.3- Paolo Guzzanti, Il “giorno dopo” a Botteghe Oscure, come hanno reagito gli uomini del No e del Sì. La confessione dei tre colonnelli. Per Fassino “ Craxi è sprezzante, ma non ha tutti i torti”. E Mussi aggiunge : è anche colpa nostra se è così cattivo ; Filippo Ceccarelli, Video, bandiere, spot e musiche di Morricone. Occhetto lancia il nuovo simbolo e chiede aiuto a 400 Vip ; Scherzi su “ quercioli” e “quercini”. Ma Arbore : non mi va di sbertucciarli adesso ; p. c., “Un messaggio confuso”. I pubblicitari giudicano l’albero
«La Stampa», 13 ottobre 1990 [pp.1-3] p.1-Minaccia le dimissioni e un referendum sul nome: poi l’intesa. Il dramma di Occhetto. Il No lo contrasta, si spacca il Sì ; p.2- Albeto Rapisarda, Drammatica conclusione della Direzione PCI: Sì e No bocciano la proposta di Occhetto. Non si farà il referendum sul nome. Il segretario aveva anche minacciato le dimissioni. Una “ commissione delle regole” preparerà il Congresso ; Augusto Minzolini, E il PDS condiziona le lotte interne alla DC. Appello a Chianciano della sinistra : subito la riforma elettorale ; fra. gri , La Malfa : con l’89 in crisi anche i socialisti. Amato ( PSI) replica : il crollo del Muro non ci ha toccato ; PDS flash [opinioni] ; p.3- Fabio Martini, Così il segretario aveva convinto destra e sinistra a sostenere il documento della svolta. A mezzanotte contropiede di Achille. Ultimatum a Napolitano e Bassolino : dovete firmare ; La Iotti respinge il referendum. “ In questo modo rinunciate a dirigere il partito” ; [Ansa] , Trombadori : “ Sotto l’albero io non ci sto” ; Umberto Minopoli, Umberto Ranieri, Lettera al direttore. Risposta a Vattimo : perché il socialismo non è da buttare ; PDS flash [opinioni]
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Si svolge a Roma la Conferenza programmatica per il nuovo partito. 1300 invitati, 300 esterni. Antonio Bassolino relaziona sul programma. Piero Fassino sulla organizzazione che dovrebbe caratterizzare il Partito democratico della sinistra. Accanto a queste due relazioni numerose comunicazioni. Tuttavia la Conferenza non riesce a rimuovere i dissensi. Nei giorni successivi Antonio Bassolino deciderà la presentazione di una propria mozione distinguendosi cosi dalla mozione del segretario anche se a sostegno del nuovo partito.
«l’Unità», 22 ottobre 1990 [p.5] Occhetto al Corriere della Sera: «Mi sembra che il clima interno si stia rasserenando»; ! PCI: oggi la conferenza programmatica; Le donne IV mozione contrarie ad un unico documento del No
«l’Unità», 23 ottobre 1990 [p.1-p.6] p.1- Bruno Ugolini, Bassolino fa un appello all'unità e propone: antagonisti e riformatori. Si discute il programma del dopo PCI; p.6-Bruno Ugolini, Il PCI sul programma. La Conferenza nazionale aperta ieri a Roma presenti 1300 invitati, 300 «esterni». La relazione ricalca la bozza che ha già fatto discutere.«Nel nuovo partito da comunista». «Mantenere una speranza di liberazione alla quale il capitalismo non può dare risposta» «Un partito antagonista e riformatore»; Alberto Leiss, «Un passo avanti» dice Trentin. Flores: «Non va»; Fabrizio Rondolino, Il no interessato, il «centro» cauto. Napolitano: «Opinioni personali»; Formica giudica il PDS: «Avventura senza destino. La svolta di Occhetto apre un ciclo moderato...»
«l’Unità», 23 ottobre 1990 [pp.8-9] La relazione di Bassolino
«l’Unità», 24 febbraio 1990[p.1-pp.6-7] p.1-Fabrizio Rondolino, Il PCI prepara il Congresso. Cinque mozioni?; p.6-Alberto Leiss, Le relazioni sul nuovo modello di partito. Tronti: «Una rottura culturale sarà vincente se governerà il rapporto con la tradizione». Gli esterni: «Ipotesi serie, da discutere». Come sarà organizzato il PDS? Fassino: «Pluralista, regionalista, di massa»; Maria Serena Palieri, Un Congresso e sezioni di sole donne. Così camberanno le iscrizioni al femminile; Antonio Pollio Salimbeni, Il capitalismo è riformabile? Sì, no, non troppo. Confronto aperto sull'economia. «La vera compatibilità è l'ecologia».Antagonisti o cooperativi? Trentin: tre priorità di una politica socialista e riformista; Anticipato a stasera il Comitato centrale; LaTass: «Situazione molto tesa nel PCI»; p.7- Fabrizio Rondolino, Alcuni segretari regionali si rivolgono a Occhetto «I miglioristi devono avere una posizione autonoma... ». Napolitano resta in attesa. Forse due documenti del no. D'Alema. «Le tendenze diverse devono manifestarsi...». Grande fermento nel PCI. Ci saranno cinque mozioni?; Marco Sappino, Sul Golfo le posizioni restano lontane. Ingrao: «Mantengo il mio netto dissenso»; Bruno Ugolini, «La parola agli elettori; voto su alleanze e programmi». Discussione senza contrasti di fondo nella Commissione sulle istituzioni. Cotturri: «Costituente per il paese». Le proposte: Camera delle Regioni e legge elettorale «non punitiva»; Chiarante: «Troppo generico il capitolo sulla cultura nella relazione di Bassolino»
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«l’Unità » del 17 novembre 1990 pubblica le tre mozioni che si confronteranno al XX Congresso.
La prima Per il Partito democratico della sinistra , detta anche documento Occhetto” propone al Congresso di dar vita ad una nuova formazione politica, come conclusione « coerente» dell’elaborazione passata e inizio di una nuova fase in «vista del grande obiettivo del socialismo». Sul piano organizzativo un partito di massa, non ideologico ma programmatico. Oltre il centralismo democratico ma senza cadere nella degenerazione correntizia. In Italia, la prospettiva politica è la costruzione di un’alternativa di governo in cui la sinistra fosse in grado di attrarre forze progressiste, laiche e cattoliche. Sul piano internazionale un partito interno all’internazionale socialista e a favore di un nuovo ordine mondiale basato sul ruolo dell’ONU, sul rifiuto della guerra e sulla solidarietà Nord-Sud del mondo.
La seconda mozione, Rifondazione comunista, ( Ingrao, Tortorella, Chiarante, Magri …) denuncia l’errore di rimuovere l’identità dei comunisti italiani in quanto «un rinnovato punto di vista comunista» è «essenziale per capire la realtà e per cominciare a trasformarla». Per questo si propone di mantenere il vecchio simbolo aggiungendovi la scritta «Democrazia socialismo». Si sviluppa un’analisi critica della politica del PCI a partire dalla seconda metà degli anni Settanta, quando non furono perseguite le «intuizioni» di Berlinguer sull’austerità, sulla pace, sullo sviluppo e sulle contraddizioni di sesso. Giudizio critico sulla svolta operata da Occhetto, anche perché gli obiettivi da lui enunciati non sono stati conseguiti. Sulla situazione internazionale il documento fa riferimento alle posizioni espresse da Ingrao sulla guerra nel Golfo. Sul piano interno si ritiene un errore porre l’accento quasi esclusivamente sulla riforma istituzionale. Il documento invita a lavorare per una politica di alternativa, non solo di governo, ma basata su contenuti sociali ed economici diversi rispetto a quelli perseguiti dalla classe dirigente italiana. Nella conclusione si rassicura che “rifondazione comunista è l’esatto contrario di ogni progetto di separazione”.
La terza, Per un moderno partito antagonista e riformatore, (testo Bassolino), interpretando preoccupazioni interne alla maggioranza e alla minoranza, vuole contrastare lo spostamento a destra dell’asse politico e strategico della svolta». Una battaglia da condurre dentro la nuova formazione politica. La mozione, si scrive nel documento, vuole essere «un contributo all’unità del nuovo partito» i cui caratteri culturali dovrebbero essere la parità di genere e l’antagonismo riformatore, entrambi da coniugare con un progetto «di rifondazione della democrazia italiana», costruendo un’alternativa alla DC.
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